PROTOCOLLO D'INTESA

Parte prima - NORME GENERALI
Art. 1-Oggetto.

Il presente Accordo disciplina i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo previsti dall’art. 2, comma 3 e art. 5, commi 1, 2 e 3 della Legge 431 del 9 dicembre 1998 e dal Decreto 30 dicembre 2002 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Art 2-Durata

L’Accordo ha validità di due anni a decorrere dalla data di deposito dello stesso presso il Comune e comunque fino all’emanazione del nuovo decreto ministeriale. Alla scadenza sarà verificata la sua adeguatezza agli scopi preposti e saranno adottate eventuali modifiche e integrazioni.
CONTRATTI AGEVOLATI
(art. 2, comma 3, L. 431/98 e art. 1, D.M. 30.12.2002)
Parte seconda - DETERMINAZIONE DEI CANONI

Art. 3-Canone.

Il canone di Locazione degli immobili è determinato, secondo le disposizioni contenute negli articoli successivi, in base ai seguenti elementi:
• ubicazione sul territorio;
• classificazione per caratteristiche;
• superficie;
• dotazione di mobilio;
• durata del contratto.

Art. 4 - Zonizzazione

In assenza dell’individuazione delle microzone censuarie di cui all’art. 1, Decreto del Ministero dei LL.PP. 5.3.99, la zonizzazione di riferimento è stata individuata dalla Commissione appositamente costituita che ha stabilito la creazione di n°4 zone omogenee.

Art. 5 - Fasce di oscillazione.

Il canone di locazione è determinato per zona sulla base delle seguenti fasce di oscillazione, comprendenti un valore mensile minimo ed un massimo a mq.

Le parti, nel tentativo di venire incontro alle particolari esigenze degli abitanti dell’isola di Gorgona, stabiliscono che alle locazioni interessanti tale territorio venga applicato il canone di € 1,727 al mq. mensile.


Art. 6 - Superficie convenzionale.

 

La superficie convenzionale dell’alloggio, sulla base della quale viene determinato il canone di locazione, è data dalla somma dei seguenti elementi:
a) L’intera superficie utile dell’unità immobiliare;
b) Lo 0,50 della superficie utile delle autorimesse singole;
c) Lo 0,30 della superficie utile di balconi, terrazze, cantine ed altri simili accessori;
d) Lo 0,15 della superficie scoperta di pertinenza dell’immobile in godimento esclusivo del conduttore;
e) Lo 0,10 della superficie condominiale a verde nella misura corrispondente alla quota millesimale dell’unità immobiliare.
E’ consentita una tolleranza del 5% in più o meno.


Art. 7 - Classificazione degli immobili

Gli elementi da considerare, per individuare il canone effettivo, compreso tra il valore minimo e il valore massimo delle fasce di oscillazione di cui all’art. 5, sono i seguenti:
• tipologia dell’alloggio;
• stato manutentivo dell’alloggio e dell’intero stabile;
• pertinenze dell’alloggio;
• presenza di spazi comuni;
• dotazione dei servizi tecnici.
Le unità immobiliari sono classificate in base alle caratteristiche sotto indicate, di tipo A, B e C.
Unità immobiliare di TIPO A
E’ classificato di TIPO A l’immobile che, oltre alle caratteristiche stabilite per quello di TIPO B, presenta le seguenti caratteristiche:
1. risanamento complessivo o ristrutturazione, accertabili, dell’unità immobiliare effettuati negli ultimi 10 anni, ai sensi dell’art. 31, lett. C) e D), Legge 457/78;
2. immobile edificato negli ultimi 10 anni, ad esclusione di quelli di edilizia convenzionata e sovvenzionata;
3. dotazione di doppi servizi igienici, con secondo servizio dotato di almeno 3 apparecchi;
4. dotazione di spazi esterni ad uso esclusivo (terrazze, logge, giardino, cortile ecc.) superiori al 30% della superficie utile dell’unità immobiliare della quale sono pertinenze, e comunque con superficie non inferiore ai 20 mq.;
5. dotazione di spazi per uso parcheggio con esclusiva disponibilità;
6. veduta dall’unità immobiliare di bellezze artistiche o paesaggistiche.
Per la classificazione di alloggio di TIPO A basta il possesso di una sola delle caratteristiche di cui ai numeri 1) e 2) e almeno 2 caratteristiche tra le altre sopra indicate.
Unità immobiliare di TIPO B
Si considera di TIPO B l’alloggio dotato di:
1. impianto di riscaldamento funzionante e a norma e/o consentito dalle leggi vigenti;
2. servizio igienico, all’interno dell’abitazione, con lavandino, vasca o doccia, wc e bidet, fornito di finestra o areazione forzata;
3. impianto idrico idoneo e efficiente;
4. impianto elettrico a norma e/o consentito dalle leggi vigenti;
5. ascensore (solo per unità immobiliari poste oltre il terzo piano fuori terra, in immobile con oltre 3 piani fuori terra);
6. ambienti a norma secondo le leggi e i regolamenti vigenti;
7. infissi efficienti.
Unità immobiliare di TIPO C
E’ considerato di TIPO C l’alloggio che non presenta almeno 3 delle caratteristiche indicate per quelle di TIPO B; è comunque indispensabile la presenza del servizio igienico indicato al punto 2 e del punto 4. Nel caso in cui il servizio igienico sia sito all’esterno della abitazione, si applica il canone minimo della tabella C di cui all’art. 5.


Art. 8 - Maggiorazione e riduzioni per particolari categorie di immobili

1. Gli importi della tabella di cui all’art. 5 sono incrementati fino ad un massimo del 15% per gli alloggi con superficie utile pari o inferiore a 55 metri quadri utili.
2. In caso di unità immobiliari arredate, il canone è incrementato fino ad un massimo del 15%, da graduarsi in relazione alla quantità e qualità dell’arredo.
3. Per gli alloggi con superficie compresa tra 101 e 140 metri quadri utili gli importi della tabella di cui all’art. 5 sono diminuiti del 30% sulla parte eccedente i 100 mq.. Per gli alloggi con superficie superiore a 140 metri quadri utili gli importi della tabella di cui all’art. 5 sono diminuiti del 15% sulla parte eccedente i 140 mq..

Art. 9 - Maggiorazione per durata del contratto superiore al minimo

Possono essere stipulati contratti di locazione per una durata superiore a quella minima stabilita dall’art. 2, comma 3, della L. 431/98. In tal caso il canone concordato è incrementato del 3%.

Art. 10 - Aggiornamento del canone

Il canone di locazione determinato sulla base degli articoli precedenti sarà aggiornato annualmente in misura non superiore al 75% della variazione del costo della vita accertato dall’ISTAT.
Art. 11 - Manutenzione straordinaria: partecipazione agli oneri
A partire dal quarto anno di occupazione dell’immobile da parte dell’inquilino, ove la parte locatrice sostenga una spesa di straordinaria manutenzione, potrà o meno richiedere alla parte conduttrice, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, un aumento del canone annuo pari all’interesse legale sulle somme impiegate.
Art. 12 – Tipo di contratto
Per la stipula dei contratti agevolati di cui all’art. 2, comma 3 della L. 431/98 dovrà essere utilizzato esclusivamente il contratto tipo di cui all’allegato “A” del presente accordo.

CONTRATTI TRANSITORI ORDINARI
(art. 5, comma 1, L. 431/98 e art. 1, D.M. 30.12.2002)


Art. 13 – Ambito di applicazioni e caratteristiche

I contratti di locazione di natura transitoria di cui all’art. 5, comma 1 della L. 431/98 hanno durata non inferiore ad un mese e non superiore a diciotto mesi. Tali contratti sono stipulati per soddisfare particolari esigenze dei proprietari e/o dei conduttori che dovranno essere provate con idonea documentazione da allegare al contratto.
Vengono individuate le seguenti fattispecie a soddisfacimento delle esigenze dei proprietari e degli inquilini, da documentare:
Esigenze dei proprietari:
Qualunque esigenza del locatore e dei suoi parenti sino al 2° grado, collegata ad eventi certi e documentabili da indicare sul contratto (Es: matrimonio, pensionamento, trasferimento per lavoro o aggiornamento professionale o studio, motivi di salute e simili).

Esigenze degli inquilini:
• Qualunque esigenza del conduttore e dei componenti del suo nucleo familiare collegata ad eventi certi e documentabili da indicare sul contratto, come matrimonio, pensionamento, mobilità o trasferta per lavoro, corsi professionali o di specializzazione, motivi di salute.
• Rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato con sede di lavoro in Comune diverso da quello di residenza.
• Assegnazione di alloggio ERP, acquisto di alloggio in cooperativa o da privati che si renda disponibile per la consegna entro 18 mesi dalla data di stipula del contratto di locazione, dimostrato con documentazione da indicare sul contratto.
• Esecuzione di lavori che rendano temporaneamente inutilizzabile l’abitazione del conduttore.
• Necessità di vicinanza a parenti fino al 4° grado, bisognosi di assistenza e/o cure, da attestare con documentazione ufficiale da indicare sul contratto.
• Missioni temporanee per esigenze militari, sanitarie, di polizia e simili.
Per la stipula dei contratti transitori è sufficiente la sussistenza di una delle suindicate esigenze in capo anche ad una sola delle parti contraenti.
Per la stipula dei contratti transitori di cui all’art. 5, comma 1 della L. 431/98 si applicano le regole di determinazione del canone previste per i contratti agevolati. Inoltre dovrà essere utilizzato esclusivamente il contratto tipo di cui all’allegato “C” del presente accordo.
CONTRATTI PER STUDENTI UNIVERSITARI
(art. 5, commi 2 e 3, L. 431/98 e art. 1, D.M. 30.12.2002)


Art. 14 – Ambito di applicazioni e caratteristiche

I contratti di locazione per studenti universitari potranno avere la durata compresa tra un minimo di 6 mesi ed un massimo di tre anni, rinnovabili alla prima scadenza, salvo disdetta da parte del conduttore.
Il conduttore deve essere iscritto ad un corso di laurea o di perfezionamento ovvero di specializzazione in un comune diverso da quello di residenza.
Tali contratti possono essere sottoscritti sia dal singolo studente oppure da gruppi di studenti o dalle aziende per il diritto allo studio.
Per la stipula dei contratti per studenti universitari di cui all’art. 5, commi 2 e 3 della L. 431/98 si applicano le regole di determinazione del canone previste per i contratti agevolati. Inoltre dovrà essere utilizzato esclusivamente il contratto tipo di cui all’allegato “E” del presente accordo. Parte terza – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 15 - Commissione di Conciliazione Stragiudiziale

Ognuna delle parti contraenti potrà attivare una procedura di verifica della congruità e conformità del contratto all'accordo locale, valendosi della Commissione Conciliativa di Congruità Stragiudiziale, solo nel caso in cui il contratto ed il conseguente canone di locazione non siano stati concordati con l'assistenza delle rispettive associazioni sindacali in fase di stipula, e comunque solo se sia risultato vano il tentativo di componimento fatto con l'assistenza dei rappresentanti delle associazioni sindacali della proprietà edilizia o dei conduttori, a cui hanno dato la propria adesione le parti contraenti anche se successivamente alla stipula privatistica del contratto. In caso di variazione in più o in meno dell’imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire questa Commissione la quale determinerà nel termine perentorio di 90 giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l’eventuale proroga biennale, o fino a nuova variazione. Nei casi di cui sopra, la medesima verifica potrà essere richiesta, ai fini della concessione dei benefici fiscali previsti dalla legge, anche dall’Amministrazione Comunale.
La Commissione Conciliativa di Congruità Stragiudiziale sarà composta da un rappresentante di ogni sindacato della proprietà edilizia e degli inquilini, firmatari del presente accordo. Potrà essere ammesso, se nominato, un delegato dall’Amministrazione Comunale.
Al fine di integrare la capacità contrattuale dei soggetti stipulati in riferimento alla determinazione dei contenuti, si rileva l’opportunità di un’assistenza sindacale congiunta.
 

1 Allegato
46142 Visualizzazioni
Media (0 Voti)
Commenti